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Frosinone: coraggio, corsa e convinzione, le tre C di un inatteso trionfo

Roberto Mercaldo
La rimonta contro il Sassuolo ha ragioni tecnico tattiche, ma poggia soprattutto sulla grande voglia dei giallazzurri
Settembre 18, 2023

Alla mezz’ora del primo tempo, con il Sassuolo avanti 2/0 e spesso pericoloso in ripartenza, ipotizzare un pareggio sembrava esercizio ardito e velleitario.
Al fischio finale di Prontera il Frosinone ha invece intascato tre punti, frutto di quattro reti, due legni e una prestazione da consegnare ai posteri.
La capacità di reagire alle situazioni avverse è, nella vita come nello sport, una qualità essenziale. Questo Frosinone di Di Francesco sembra possederne una scorta rilevante.
Così almeno è parso nel match valevole per la quarta giornata, una sorta di derby, non già per motivazioni geografiche, ma per gli incroci affettivi legati ai tantissimi ex.
Nel Sassuolo Boloca, Pinamonti e Mulattieri, tra i giallazzurri il direttore Angelozzi, il tecnico Di Francesco e poi ancora Turati, Mazzitelli, Lirola, Marchizza, solo per limitarci a chi è sceso in campo, perché anche l’indisponibile Harroui e il non utilizzato Bourabia hanno vestito i colori neroverdi.
E, in omaggio a un copione nemmeno troppo originale, eccoli gli ex protagonisti: Pinamonti fa doppietta, Mazzitelli lo imita firmando prima il 2/2, poi il gol del sorpasso, Lirola mette il punto esclamativo e Turati confeziona due parate ascrivibili senza dubbio alla categoria prodezze.
A fine match Di Francesco con i suoi sotto la Curva Nord, a raccogliere la meritata ovazione per una gara che è stata la summa delle calcistiche emozioni, l’alfa e l’omega di un gioco che regala gioie primigenie, sussulti, sorrisi.

I PROTAGONISTI DEL MATCH

Una partita così avvincente e ricca di colpi di scena ha avuto, inevitabilmente, tanti protagonisti.
Difficile assegnare la copertina, ma capitan Mazzitelli ha inciso più profondamente di tutti sul verdetto e allora a lui consegniamo le chiavi della gloria. E pensare che era iniziata con un errore di mira piuttosto grossolano, dopo appena cinque minuti di gioco: un pallone buono ciabattato come talvolta accade, per precipitazione o per imperizia di un attimo. Luca Mazzitelli avrà tratto forse da quell’errore le energie psichiche per confezionare un gol da cineteca: quella palla proveniente dalla bandierina, scodellata dal sinistro del genietto Soulè, l’ha scagliata alle spalle di Cragno come si vede nei videogiochi, con stile e traiettoria cosi perfetti da sembrare una regola del mondo. E il bis lo ha concesso in modo caparbio, raccogliendo una respinta proprio su un suo tentativo di replicare l’eurogol.
Sul podio anche Turati, che nel finale di gara ha sventato con due balzi prodigiosi i tentativi di Castillejo e Toljan. Il numero uno giallazzurro ha così sigillato un successo fortemente voluto, cui ha contributo in modo consistente anche il giovane Soulè. Al di là dell’assist per il 2/2 di Mazzitelli, il talento bianconero ha disegnato calcio d’autore per 90’, e solo il palo gli ha negato il sacrosanto diritto di firma sul tabellino del match.

PRIMO CENTRO PER CHEDDIRA

Ha segnato il suo primo gol in massima serie Cheddira, freddo dal dischetto e bravissimo nel finale a condurre il contropiede che ha portato al 4/2 di Lirola.
Tra i più apprezzati protagonisti del match l’instancabile Okono, bravo in propulsione e attento in marcatura. Sulla fascia destra il Frosinone, grazie al franco-gaboniano e a Soulè, ha spinto con grande continuità.
Ampie sufficienze anche per il gladiatore Barrenechea e per l’esterno sinistro Marchizza.
Sufficiente ma meno brillante del solito Gelli, che non era in condizioni fisiche ottimali; bravo Marchizza a contrastare Berardi, l’uomo di maggior classe del team neroverde. Poco incisivo Baez e un po’ in difficoltà Monterisi. Non è casuale che siano stati proprio loro a lasciare il campo a inizio ripresa a Caso e Okoli, entrambi promossi a pieni voti per l’apporto fornito nell’arrembante secondo tempo.
E adesso? Adesso bisogna fare il passo più importante e far capire a tutti che l’avvio sprint del Frosinone non è frutto dell’entusiasmo iniziale o di favorevoli congiunture astrali, ma di una reale solidità del complesso che nella manica ha altri due assi da mettere sul tavolo al momento opportuno: Kaio Jorge e Reinier.

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