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A Savona Furlani atterra a 8.44 nel lungo, ma il vento malandrino gli nega il mondiale stagionale

Roberto Mercaldo
Maggio 25, 2023
Mattia Furlani

L’Italia dell’atletica ha scoperto una nuova stella. Che Mattia Furlani fosse un fenomeno lo avevano compreso un po’ tutti, visti i risultati straordinari che il giovanissimo saltatore aveva ottenuto nelle competizioni di categoria.
Talento naturale incredibile, agile, elegante ed efficace nella corsa, propulsivo come pochi, Mattia ha fatto incetta di medaglie d’oro in tutte le competizioni continentali giovanili.
Polivalente, tanto da frequentare con risultati eccellenti sia la pedana del lungo che quella del salto in alto, sembra ora aver trovato validi motivi per fare una scelta definitiva.

Ieri a Savona, in un meeting particolarmente atteso per via della partecipazione di tanti assi dell’atletica leggera, il ragazzino di Marino ha toccato la sabbia dopo un volo di 8,44! Sarebbe stato primato personale migliorato di 40 centimetri ed anche record mondiale stagionale. Per comprendere la portata dell’impresa, basti pensare che il record mondiale di categoria è di 8,35 e che nemmeno Carl Lewis alla stessa età aveva saputo far meglio.

Il “figlio del vento” è stato però salvato dal vento stesso, che nel salto di Mattia era appena oltre la norma: 2,2 metri al secondo, laddove per l’omologazione non si può andare oltre i 2 metri.
E allora, gara vinta con 8,44, ma misura non omologabile per via di quella brezza oltre la norma.
Mattia Furlani è nato nel febbraio del 2005. Avrà pertanto una carriera intera per riprovarci e per andare anche al di là.

Guardando in prospettiva, almeno tre dei quattro salti in estensione spalancano all’Italia prospettive di medaglie a cinque cerchi: il formidabile Diaz nel triplo e i due virgulti del lungo, Furlani e Larissa Iapichino, possono arrivare dove fino a qualche tempo fa nemmeno si osava immaginare.

TORTU NON BRILLANTE, BENE PATTA E SIBILIO

Al meeting di Savona si chiedevano anche altre importanti indicazioni sullo stato di forma di alcuni big azzurri.
Dalla velocità sono arrivati alcuni punti di domanda, ma anche qualche significativo riscontro.
Si è fermata precauzionalmente Zaynab Dosso, per un fastidio muscolare alla gamba destra.
Tra gli uomini, nella gara ventosa vinta dal britannico Prescod in 9”94, ottimo Lorenzo Patta, primo frazionista di Tokyo, che ha chiuso quarto in 10”08. Sesto in 10”17 Filippo Tortu, che in semifinale aveva corso in 10”16. Nella semi troppo laboriosa la partenza, in finale non brillante il lanciato per FIlippo, che si è detto non soddisfatto della sua prestazione.

Nella gara che ora sembra riscuotere le sue preferenze, i 200, Tortu ha fatto da spettatore al buon 19”95 del cubano Mena. Presto si misurerà di nuovo sulla doppia distanza, andando a caccia di un -20”, che possa proiettarlo nell’eccellenza internazionale.
Ritorno eccellente quello di Alessandro Sibilio, che dopo il grave infortunio della scorsa stagione, ha fermato i cronometri dei 400 hs su un eccellente 48”72, valsogli il secondo posto dietro Samba e che comunque rappresenta la terza prestazione di sempre per l’atleta delle Fiamme Gialle.
Sul giro di pista senza ostacoli si è invece cimentato Fausto Desalu, che ha sorpreso gli specialisti vincendo in 46”13, riscontro cronometrico non disprezzabile.

PESISTI OK, WEIR E FABBRI OLTRE I 21 METRI

Nei 200 al femminile buona prova di Dalia Kaddari, scesa sotto i 23” nella gara vinta in 22”61 dalla campionessa del mondo Asher Smith.
Rivedremo entrambe al Golden Gala di Firenze.
Nel giro di pista, buon terzo posto per Alice Mangione, che ha preceduto di 13 centesimi l’altra medagliata in staffetta a Istanbul Anna Polinari, nella gara vinta da Laviai Nielsen in 51”60.
Squilli di tromba anche dalla pedana del peso, con i nostri alfieri Weir e Fabbri a dominare il campo dei partecipanti.
Per l’atleta delle Fiamme Gialle un ottimo 21,60, che conferma in buona sostanza il 21,74 di Halle. Per Fabbri un 21,09 confortante e sufficiente a tener dietro gli altri due o tre partecipanti di statura internazionale.
Ora l’appuntamento è per il Golden Gala di Firenze, ma prima vedremo (domenica) l’esordio di Marcell Jacobs sui 100 nel meeting di Rabat.

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