Buongiorno Latina

Infrastrutture e lavoro: le richieste pontine a Francesco Rocca, sulla sanità è scontro con l’Asl

Il candidato del centrodestra: "Dobbiamo sbloccare lo sviluppo della Pontina e fare la Cisterna Valmontone. La Pontina già oggi è satura"

Francesco Rocca

Francesco Rocca, nel corso di un confronto “a distanza” con i competitor Alessio D’Amato e Donatella Bianchi nella sede di Confcooperative Lazio ha ribadito tra le priorità quella delle grandi opere infrastrutturali pontine.

“Dobbiamo sbloccare lo sviluppo della Pontina e fare la Cisterna Valmontone. La Pontina già oggi è satura, con file a passo d’uomo ogni mattina da Pratica di Mare al grande semaforo di via dell’Oceano Atlantico -ha affermato il candidato del centrodestra- ognuno ha la sua idea su come farla. L’ho detto anche ai sindaci di centrodestra. C’è chi vuole l’autostrada, chi le complanari. Vedremo quella più sostenibile ma dobbiamo partire. Zingaretti in 10 anni ha avuto la possibilità di intervenire ma non l’ha fatto”. 

FDI BLINDA FRANCESCO ROCCA

Fratelli d’Italia punta a dare carta bianca al candidato governatore. Stefano Pietro Cicerone, Responsabile Economico Fratelli d’Italia provinciale di Latina ha fatto il punto sul programma di Rocca relativamente al territorio pontino.

“In occasione del discorso di presentazione nel capoluogo Pontino, il candidato Presidente della coalizione del centro destra Francesco Rocca, nel ambito del suo più ampio intervento, ha illustrato i suoi punti chiave per migliorare l’economia della Provincia -ha affermato Cicerone– a cominciare dalle infrastrutture e dalle opere irrinunciabili per la complessiva strategia di sviluppo: la bretella Latina-Valmontone, il potenziamento della Pontina, il sistema portuale (con un focus su Formia come porta di specifiche rotte commerciali per i prodotti ortofrutticoli), al contrasto dell’erosione costiera. Restituendo, poi,  la possibilità di lavorare, non in un’ottica romanocentrica, come pendolari, ma con posti di lavoro sul territorio, puntando sul distretto farmaceutico della provincia, sull’agricoltura, sulla sanità (sia pubblica che privata), sul patrimonio culturale (che non si ferma certo a Roma), sul mare e le isole Pontine.

Senza necessità di sussidi o redditi pubblici, ma sburocratizzando, non ostacolando l’impresa, migliorando la viabilità e coordinandosi come Regione con le esigenze dei singoli Municipi e dei loro Sindaci. Pesa come un macigno, inoltre,  la ricorrente denuncia di Rocca sulla vertiginosa addizionale Irpef Regionale che i cittadini sono costretti a versare per far fronte alla gestione fallimentare degli ultimi dieci anni. Aggiungiamo che, se solo si considera che in altre Regioni d’Italia la stessa imposta è un terzo di quella laziale, ciò è sufficiente a fornire la misura di quanto sia asfissiante il carico fiscale per i nostri residenti e poco competitivo il sistema regione. Riduzione delle imposte, sburocratizzazione, infrastrutture e centralità dei territori è quello che serve al basso Lazio”.

GLI INFERMIERI ‘ASSAGGIATORI’

La vicenda degli infermieri ‘assaggiatori’ dei pasti all’ospedale Goretti ha fatto clamore. Il candidato governatore del centrodestra Francesco Rocca ha rimarcato come sia “non sia concepibile che gli infermieri facciano gli assaggiatori e che la sanità deve tornare a dare risposte ai cittadini”. Sul caso è intervenuto Enrico Tiero che ha sposato la causa degli infermieri.

“Appare discutibile il fatto che un dirigente apicale dell’Asl quale il direttore generale abbia un rapporto così diretto con un gestore di un servizio appaltato, tanto da accettare tout-court una sua proposta -ha dichiarato il vice coordinatore regionale di FdI e candidato al Consiglio regionale del Lazio- probabilmente il vertice aziendale avrebbe dovuto intraprendere delle azioni nei confronti della ditta di ristorazione, fino ad arrivare alla risoluzione del rapporto con la ditta stessa.

Soprattutto in considerazione delle continue lamentele da parte dei clienti/pazienti esposte all’Urp, dei continui disagi riguardanti persone che si vedono costrette al ricovero presso la più grande struttura ospedaliera del nostro territorio. Solleviamo delle perplessità che sono la sintesi della cattiva gestione della sanità pubblica di Zingaretti e della scelta di amministratori delle Asl scarsamente competenti. Stiamo parlando di un’amministrazione che poche volte è entrata nelle corsie ospedaliere, forse solo per le inaugurazioni di strutture e l’installazione di macchinari con le foto di rito; dirigenti che non hanno mai voluto aprirsi ad un rapporto con i dipendenti arrivando al punto tale, come in quest’ultimo caso, di attribuire delle mansioni a infermieri o coordinatori, non rientranti nelle loro competenze.

Si tratta di un’ulteriore incombenza che ricade sulle spalle di “professionisti della salute” presenti in corsia tutti i giorni. Peraltro con questa decisione si va a ledere la loro immagine ed il loro decoro professionale”.  Una vicenda che promette scintille!

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