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Discarica di Malagrotta, bonifica entro il 2025

Marco Battistini
Investimento da 250 milioni di euro per la bonifica con due appalti integrati, uno da 150 milioni e l’altro da 100 milioni di euro realizzati con fondi dell’Unione europea.
Novembre 11, 2022
L'incendio di qualche mese fa presso la discarica di Malagrotta (Rm)

Sarà portata a termine entro il 2025 con un investimento di 250 milioni di euro la bonifica della discarica di Malagrotta. I due appalti integrati, uno da 150 milioni e l’altro da 100 milioni di euro, sono realizzati con fondi dell’Unione europea. È questo quanto emerso nel corso della seduta del consiglio straordinario congiunto di oggi dei Municipi Roma XII e XI. Le operazioni si svolgeranno su tre livelli di intervento. Nella prima fase verrà captato il biogas presente nella discarica che potrà essere successivamente oggetto di riutilizzo. Successivamente si procederà con il rifacimento del sistema di diaframma plastico, che passerà dall’attuale perimetro di 5,8 chilometri a 6,3 chilometri e, infine, si congiungerà ai margini del sistema polder, alto 35 metri e costruito con le più alte tecnologie. Alla seduta straordinaria, nell’aula di via Mazzacurati, erano presenti il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, l’assessora ai Rifiuti di Roma, Sabrina Alfonsi e il commissario per la bonifica della discarica di Malagrotta, Giuseppe Vadalà. Presenti anche il presidente del Municipio Roma XI, Gianluca Lanzi, e il presidente del Municipio Roma XII, Elio Tomassetti.

GARANZIE DA GUALTIERI

La discarica di Malagrotta “deve diventare la priorità dei prossimi anni, più il lavoro procederà speditamente, tanto più si potrà procedere a una riqualificazione dell’area per trasformarla in un grande polmone ambientale come meritano i cittadini”, ha detto Gualtieri, intervenendo in apertura del consiglio straordinario. La bonifica della discarica “è un debito nei confronti del territorio e a cui le istituzioni hanno deciso di porre rimedio”, ha aggiunto. Dopo la bonifica e la messa in sicurezza del territorio che ospita la discarica “non ci saranno costruzioni, non si faranno terreni agricoli, e bisogna capire dei progetti del verde se sarà un verde fruibile o un verde all’interno dei grandi progetti di riforestazione urbana”, ha precisato Alfonsi. Ad ogni modo il destino dell’area dell’ex discarica di Malagrotta sarà deciso “quanto prima con un percorso con la cittadinanza”, ha sottolineato Alfonsi. Inoltre, Vadalà ha fatto sapere che per l’intervento non sarà utilizzato il Fos, ovvero la Frazione organica stabilizzata del rifiuto e che talvolta viene usata nelle procedure di capping (l’impermeabilizzazione della conca che ospita gli scarti). “Direi che ci stiamo adoperando perché nella messa in sicurezza non si utilizzi la frazione organica stabile (Fos) ma in questo non ci possiamo inventare niente”, ha spiegato.

PROTESTE DEI RESIDENTI

Diversi anche i rappresentanti dei comitati cittadini che sono intervenuti nel corso del consiglio straordinario. I residenti in protesta dei comitati di Valle Galeria Libera e Casal Selce non si tocca hanno chiesto che non siano realizzati altri impianti di smaltimento dei rifiuti nella zona. “Capisco la volontà di utilizzare il terreno come verde, ma sarà un utilizzo particolare visto che rimarrà comunque di proprietà privata”, è stata la richiesta che si è levata dal comitato Valle Galeria Libera. La volontà del Municipio Roma XI sul futuro dell’area su cui oggi sorge la discarica di Malagrotta è “un confronto costante con i cittadini, attraverso riunioni, anche con i comitati per confrontarci sul superamento dell’inquinamento della discarica”, ha chiarito il presidente del Municipio XI, Lanzi. “Siamo stati lasciati soli in questi anni, a dover sopportare il peso territoriale della gestione dei rifiuti e le battaglie che trovavano muro di gomma dai livelli istituzionali – ha concluso il presidente del Municipio XII, Tomassetti -. Oggi inizia un nuovo passaggio, fondamentale: ragionare su che cosa saranno i 250 ettari di Malagrotta dopo la messa in sicurezza”. La sensazione è che nessuno mollerà la presa sull’intervento di bonifica della più grande discarica ‘dismessa’ d’Europa.

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