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Ciociaria 2023: nel Pd alla deriva è scomparso Pompeo. Tagliaferri: l’unità del centrodestra a Cassino non è un optional

Licandro Licantropo
Settembre 17, 2023
Fabio Tagliaferri

Antonio Pompeo è salito sull’Aventino da parecchio tempo e non sembra intenzionato a scendere. Ha partecipato (distrattamente) alla formazione della segreteria provinciale del Pd, ma non ne è entrato a far parte come invece si era vociferato. Mentre al contrario l’ex parlamentare Nazzareno Pilozzi è il “vice” di Luca Fantini. Esiste ancora una componente di Base Riformista oggi in Ciociaria? Sulla carta sì, nella realtà però non è operativa. Pompeo ha ottenuto più di 15.000 preferenze alle europee, è stato per due volte consecutive sindaco di Ferentino e presidente della Provincia, ma si è ritrovato sistematicamente “contro” Pensare Democratico di Francesco De Angelis e Sara Battisti. Sul piano nazionale Elly Schlein continua a ripetere che “nella destra c’è una gara a chi è più cattivo”, con riferimento alle politiche sui migranti, ma non c’è stato uno scatto sul piano delle idee e della visione di partito.

Nelle province la situazione è di stallo. Con Antonio Pompeo c’era il 30% del partito: forse c’è ancora, ma prevale il disincanto. A Frosinone Andrea Turriziani (che un anno fa ha concorso alle politiche) preferisce rimanere nella Lista Marini. Sempre a Frosinone i tre consiglieri del Pd (Angelo Pizzutelli, Fabrizio Cristofari, Norberto Venturi) appaiono spaesati. Il partito non si vede. Alla Provincia la fedelissima di Pompeo, Antonella Di Pucchio, da tempo preferisce stare al coperto. Gli spazi non ci sono. Magari Francesco De Angelis, Sara Battisti e Luca Fantini confidavano nel ritorno all’elezione diretta del presidente della Provincia per rimettere in pista Pompeo. Ma si dovrà aspettare almeno fino al 2024. Alle europee? Una candidatura di Francesco De Angelis non appare facilissima. Sara Battisti non intende muoversi dalla Regione.

Da parte sua Antonio Pompeo non sembra avere fretta ma neppure potrà aspettare all’infinito. Trarrà delle conclusioni dopo che saranno state definite le candidature alle europee. Mentre alle comunali di Cassino e Veroli cercherà di piazzare uomini e donne di sua fiducia nelle liste. Un anno e mezzo fa avrebbe preso in considerazione l’idea di passare ad Azione oppure a Italia Viva, ma i partiti di Carlo Calenda e Matteo Renzi non sembrano esattamente delle corazzate.

Nel Lazio il segretario Daniele Leodori non ha ancora messo in campo la sua proposta, ma lo farà. Con Claudio Mancini, Roberto Gualtieri, Matteo Orfini e Francesco De Angelis. Soltanto allora si capirà se potrà esserci un modello diverso da quello della Schlein. Fatto sta che in Ciociaria il Pd fatica a riorganizzarsi e ancora di più a fare opposizione. Per esempio in Comuni come Frosinone, Ceccano, Alatri e Anagni.

E’ ancora una volta fallito il tentativo del Movimento Cinque Stelle di radicarsi nel territorio. Giuseppe Conte aveva lanciato questo progetto nei mesi scorsi, affidando alla deputata Ilaria Fontana il ruolo di coordinatore. Ma non può bastare una  carica per avviare un processo del genere. I Cinque Stelle non hanno mai inciso alle comunali in Ciociaria, salvo qualche eccezione. Non c’è mai stata una mobilitazione vera del Movimento, nemmeno su temi come la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche. Il passaggio da Luigi Di Maio a Giuseppe Conte ha cambiato la governance, ma non ha impresso la velocità necessaria per modificare ambizioni e prospettive sul piano locale.

ORA IL CENTRODESTRA PUNTA A CASSINO

E’ anche per le contraddizioni e i limiti di Pd e Movimento Cinque Stelle che il centrodestra in Ciociaria può tranquillamente permettersi di tutto. Perfino di non riunirsi da mesi e mesi. E se per le europee non sembrano esserci nubi all’orizzonte si registra una netta inversione di tendenza a Cassino. Il commissario di Fratelli d’Italia Fabio Tagliaferri ha già convocato per martedì alle 19 all’Hotel Rocca una riunione dei responsabili cittadini dei partiti della coalizione e procede consapevole che eventuali “ammutinamenti” questa volta potrebbero avere conseguenze a tutti i livelli. Se si è coalizione lo si è ovunque e nella città martire (visto il bacino elettorale da sempre politicamente orientato verso il centrodestra) è vietato perdere. Chi lavorerà contro ne pagherà le conseguenze.

Il dado è tratto. E in molti dovranno rivedere progetti, tattiche e strategie con i quali stavano approcciando l’appuntamento elettorale per evitare il Salera-bis.

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