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Veroli, aggregazione bipartisan per Caperna. Cerquozzi in pole per il PD

Licandro Licantropo
Febbraio 13, 2024
Il consigliere Germano Caperna

Germano Caperna è in fase avanzata nella costruzione della coalizione con la quale si presenterà come candidato sindaco di Veroli il prossimo 8 e 9 giugno. Un’alleanza larga, civica, trasversale e soprattutto formata da liste competitive, nelle quali concorreranno donne e uomini fortemente radicati nel territorio. Non ci saranno i simboli dei partiti, più precisamente di quelli del centrodestra. La “dote” politica di Caperna è quella di una galassia di civiche che per due volte consecutive hanno consentito a Simone Cretaro di indossare la fascia tricolore, evitando soprattutto nella prima occasione l’effetto Danilo Campanari, sempre rilevante in città. E’ esattamente in questo quadro che filtra un’indiscrezione clamorosa, che se confermata può cambiare l’esito della prossima tornata. Simone Cretaro, primo cittadino per due consiliature consecutive, starebbe valutando molto seriamente l’idea di appoggiare Caperna. Intanto però alcuni punti fermi ci sono già. Germano Caperna, dopo un’intera vita politica nelle file del Partito Democratico (fedelissimo di Francesco Scalia negli “anni ruggenti”), ha successivamente deciso di seguire Matteo Renzi. Entrando in Italia Viva, partito nel quale ha ricoperto ruoli di dirigente regionale. Ora però avrebbe chiesto una sorta di congelamento della situazione, proprio per poter scendere in campo a Veroli alla testa di un’alleanza totalmente civica. Quando ha capito che il Partito Democratico non lo avrebbe sostenuto, ha scelto una strada differente. Oltre alle sue civiche sono pronti a sostenerlo la Lega e Forza Italia. Con i massimi dirigenti del Carroccio (Nicola Ottaviani, Pasquale Ciacciarelli e Mario Abbruzzese) ha raggiunto un accordo di ferro. I partiti hanno accettato l’idea di rinunciare ai simboli per concorrere in modalità civica. Il territorio di Veroli è molto vasto e ramificato, ma Caperna non ha problemi sul piano del radicamento.

Rimane da capire quello che farà Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha nelle sue file l’ottimo Cristiano Papetti, consigliere comunale che in questi anni si è distinto per la qualità e per la quantità dell’azione amministrativa portata avanti. Ha sicuramente le carte in regola per aspirare alla carica di primo cittadino. Inoltre FdI è il primo partito nazionale, regionale e provinciale e il simbolo ha un effetto traino notevole in ogni tipo di competizione. Si tratta di valutare però il quadro globale: alleanze, spostamenti, riposizionamenti. Veroli ha più di 15.000 abitanti e quindi è previsto il ballottaggio se nessuno riesce ad ottenere la metà più dei voti al primo turno. In una situazione con tre candidati forti le variabili sono dietro l’angolo e possono capovolgere i pronostici. I dirigenti di Fratelli d’Italia, guidati dal leader Massimo Ruspandini, terranno in considerazione le ambizioni di Cristiano Papetti ma analizzeranno la situazione a trecentosessanta gradi. Capiremo meglio nelle prossime settimane quello che potrebbe succedere.

Il Partito Democratico andrà per conto proprio, con qualche alleato ovviamente. Della questione è stata investita la federazione provinciale: Francesco De Angelis, Luca Fantini e Sara Battisti stanno cercando di mettere insieme i pezzi del puzzle. I nomi sono due: Assunta Parente e Francesca Cerquozzi. Quest’ultima appare favorita, ma nulla è stato ancora ufficialmente definito. Proprio perché fra i tanti elementi da valutare ci sono le… reazioni. Assunta Parente cosa farebbe se non fosse lei in corsa? Potrebbe sostenere Germano Caperna? E Simone Cretaro?
Il Partito Democratico si trova in una situazione difficilissima. In questi anno ha perso a ripetizione a Frosinone, Ceccano, Anagni, Fiuggi. Ha dovuto cedere Alatri e a Ferentino è stato “costretto” ad un’alleanza trasversale e ibrida con il centrodestra per consentire l’elezione di Piergianni Fiorletta a scapito di Antonio Pompeo e Alfonso Musa. Perdere l’ultima roccaforte (Veroli) equivarrebbe alla disfatta di un’intera classe dirigente. Nelle scorse settimane era trapelata la possibilità di convincere Mauro Buschini a guidare il partito a Veroli, ma il “piano di volo” non è decollato.

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