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Tutto quello che c’è da sapere sui risultati delle Regionali Lazio dal 2005-2018. La provincia di Frosinone in controtendenza e spesso decisiva

Massimo Pizzuti
Riviviamo insieme i momenti cruciali, i numeri e i volti degli ultimi tredici anni alla Regione Lazio
Gennaio 25, 2023
regionali lazio Politica7

Regionali Lazio 2005: il Laziogate promuove a sorpresa Marrazzo che vieta il bis a Storace fino a qualche mese prima favoritissimo dai pronostici.

Le elezioni regionali Lazio del 2005 videro l’affermazione del giornalista televisivo Piero Marrazzo che ebbe la meglio su Francesco Storace. In realtà fino a pochi mesi prima Storace era favoritissimo e tutti davano per scontata la sua rielezione.

Fu uno scandalo, il cosiddetto Laziogate a determinare la sconfitta dell’esponente del centrodestra. Storace fu accusato, insieme ad alcuni collaboratori di allora, di aver utilizzato abusivamente i sistemi informatici della regione per provare l’illegittimità delle firme raccolte da Alessandra Mussolini per presentare la sua candidatura alla presidenza della Regione con Alternativa Sociale. La vicenda, il cui clamore mediatico condannò Storace alla sconfitta, si concluse nel 2012 con l’assoluzione con formula piena per tutti gli imputati.

Veniamo ai numeri. Marrazzo vinse con il 50,69% dei voti contro il 47,37% di Storace. Diametralmente opposto il risultato di Frosinone dove il presidente uscente si impose con il 54,80% dei consensi contro il 43,89% di Marrazzo. A Frosinone vennero eletti 5 consiglieri. Uno del centrosinistra, Francesco De Angelis che con i 24.306 voti nella lista Uniti per l’Ulivo (23,39%) fu il candidato in assoluto più votato in provincia di Frosinone e quattro del centrodestra.

Tra questi, nella coalizione a sostegno di Storace, il miglior risultato fu quello di Antonello Iannarilli che usciva dall’esperienza di assessore all’Agricoltura nella precedente giunta Storace. Ebbe 19.346 voti nella lista di Forza Italia (13,83%) che vide Alfredo Pallone conquistare 8.274 voti.

Con l’Udc (prima nel centrodestra con il 19,08%) venne rieletta in consiglio regionale anche Anna Teresa Formisano che ebbe 17.903 voti contro i 17.330 di Angelo D’Ovidio terzo Enzo Di Stefano, il papà dell’attuale presidente della provincia di Frosinone, Luca, che raccolse 11.204 voti. In Alleanza Nazionale (13,51%) venne eletto con 17.296 preferenze Franco Fiorito. Centrò l’elezione anche l’ex presidente della Camera di Commercio, Augusto Pigliacelli che con la Lista Storace (8,50%) riusci a totalizzare 7.258 consensi personali.

Riepilogo: eletto presidente Piero Marrazzo (centrosinistra). Entrano in consiglio regionale: in maggioranza, Francesco De Angelis (24.306) – Uniti per l’Ulivo –  in minoranza, Antonello Iannarilli (19.346) – Forza Italia, Anna Teresa Formisano (17.903) – UdC,  Franco Fiorito (17.296) – Alleanza Nazionale, Augusto Pigliacelli (7.258) – Lista Storace

2010: Marrazzo, il video-ricatto con i trans, le dimissioni e il ritorno al governo del centrodestra: vince Renata Polverini che batte Emma Bonino grazie ai voti delle province.

Ancora una volta è uno scandalo a determinare la nuova governance della Regione Lazio. Dopo quasi cinque anni contraddistinti da molti successi e da consensi anche bipartisan a fine ottobre 2009 quando mancano poco più di tre mesi alle elezioni, Piero Marrazzo viene a conoscenza dell’esistenza di un video nel quale viene ripreso, in compagnia di alcuni trans, in un appartamento nel quale sono presenti bene in vista sostanze stupefacenti.

Le indagini non evidenzieranno alcuna responsabilità penale da parte di Marrazzo che alla fine risulterà vittima di un complotto ordito ai suoi danni da un gruppo di carabinieri. Ma il clamore mediatico è tale da costringere l’ex conduttore di Manda Rai Tre alle dimissioni e all’abbandono della politica. Ma i colpi di scena non finiscono qui.

Il centrosinistra sceglie come successore di Marrazzo, Emma Bonino mentre il Pdl e gli alleati puntano su Renata Polverini una sindacalista dell’Ugl che si fa largo grazie alle numerose apparizioni in tv nel talk-show Ballarò di Giovanni Floris.

Il centrodestra però, trovatosi improvvisamente a dover segnare un rigore a porta vuota, si complica maledettamente la vita con il famoso “panino” di Alfredo Milioni.

Accade infatti che al momento della presentazione delle liste alla Corte d’Appello del Tribunale di Roma, il 27 febbraio del 2010, sparisce la lista del Pdl. L’incaricato, Alfredo Milioni, allo scadere del termine non si trova (si parlò per mesi del “panino” ma con il tempo si fece largo la ricostruzione secondo la quale il povero Milioni venne costretto ad uscire dal tribunale dai supporter di un candidato il cui nome nella notte era clamorosamente stato cancellato dalla lista).

Milioni arriva qualche minuto dopo le 13 ma ciò non basta a permettere la presentazione della lista più importante della coalizione nella Capitale. A nulla serve un decreto “salva-liste” varato in quei giorni dal governo Berlusconi.

Il Pdl, a Roma, è fuori. La Polverini non demorde e grazie ai mancati candidati del Pdl che si mettono a spingere a più non posso quelli della Lista della presidente riesce a vincere la più incredibile delle competizioni. Il successo in realtà arriva grazie al clamoroso apporto delle province in particolare quelle di Frosinone e Latina.

Renata Polverini si impone con il 51,14% dei voti rispetto al 48,32 di Emma Bonino. A Frosinone la sindacalista dell’Ugl ottiene uno straordinario 60,36% contro il 39,46% della Bonino. Sessantamila voti in più che insieme ai settantacinquemila di Latina ribaltano il risultato di Roma che nelle prime ore del pomeriggio dello spoglio aveva convinto il centrosinistra della vittoria.

La provincia di Frosinone nel 2010 ottiene sei consiglieri: 4 eletti con il sistema proporzionale e 2  con il listino della Polverini: Alessandra Mandarelli e Annalisa D’Aguanno.

Il primo degli eletti nella lista del Pdl (39,99%) è Franco Fiorito (26.217) che precede Mario Abbruzzese (22.553). Quest’ultimo viene eletto Presidente del Consiglio regionale. Gli altri due consiglieri sono del centrosinistra. Entra nell’assise della Pisana, Francesco Scalia (20.452) che viene eletto con il Partito Democratico (19,96%) precedendo Mauro Buschini (15.350). La quarta eletta nel proporzionale arriva dalla Lista Di Pietro-Italia dei Valori  (6,32%) ed è Anna Maria Tedeschi (2.821).

Riepilogo: eletta presidente Renata Polverini (centrodestra). Entrano in consiglio regionale: in maggioranza, Franco Fiorito (26.217) e Mario Abbruzzese (22.553) – PdL, Alessandra Mandarelli e Annalisa D’Aguanno – Listino della Presidente Polverini. In minoranza, Francesco Scalia (20.452) – Pd, Anna Maria Tedeschi (2.821), Lista Di Pietro.

2013: Fiorito e lo scandalo rimborsi provocano la chiusura dell’esperienza Polverini. Si apre l’era di Nicola Zingaretti.

Si torna al voto dopo solo tre anni dall’elezione di Renata Polverini. L’ex leader dell’Ugl si dimise infatti il 24 settembre del 2012 in seguito all’esplosione di un nuovo scandalo, quello riguardante i rimborsi ai gruppi politici della Regione e che portò i magistrati della Procura di Roma all’arresto di Franco Fiorito.

Il consigliere regionale di Anagni, capogruppo del Pdl alla Pisana, venne accusato, prima dal collega Battistoni e poi dagli inquirenti, di aver distratto ingenti somme di denaro dai fondi destinati al gruppo del partito. In pochi giorni i fatti contestati ai gruppi presenti nell’assise regionale travolsero tutti: dal presidente del Consiglio regionale Mario Abbruzzese, ai leader di tutti gli altri gruppi. E Renata Polverini, la cui lista aveva incassato più fondi di tutti, ritenendo che le dimissioni potessero aprirgli in qualche modo la strada per una nuova candidatura, mandò tutti a casa. 

Le urne vennero aperte il 24 febbraio. Vittoria di larghissima misura del centrosinistra con Nicola Zingaretti (40,65%) che ebbe la meglio su Francesco Storace, tornato in campo con il centrodestra (29,32) e su altri due candidati di peso: il grillino Davide Barillari (20,22) e la civica Giulia Bongiorno (4,74%). Risultato regionale come al solito opposto a quello di Frosinone che vide primeggiare Storace (37,35%) davanti a Zingaretti (35,12), Barillari (15,05) e Bongiorno (7,56%).

In provincia di Frosinone, alle regionali Lazio del 2013, vennero eletti 4 consiglieri. Daniela Bianchi nella Lista bloccata del presidente Zingaretti, Mario Abbruzzese (15.506) nella lista del Pdl (27,66%) che batte Antonello Iannarilli (12.343), Mauro Buschini (15.683) nel Pd (24,79%) che batte Giuseppe Moretti (12.711) e Marino Fardelli (6.944) che centra l’elezione con la lista Bongiorno (7,98%).

Riepilogo: eletto presidente Nicola Zingaretti (centrosinistra). Entrano in consiglio regionale: in maggioranza, Mauro Buschini (15.683) – Pd, Marino Fardelli (6.944) – Lista Bongiorno, Daniela Bianchi – Listino del presidente Zingaretti. In minoranza, Mario Abbruzzese (15.506) – Pdl.

Regionali Lazio 2018: Il primo bis dall’elezione diretta del Presidente. Nicola Zingaretti vince ancora e batte il candidato del centrodestra Stefano Parisi e Roberta Lombardi del M5S.

La prima consiliatura di Nicola ZIngaretti termina dopo cinque anni. Questa volta senza traumi. Il centrodestra, litigioso come non mai, trova una sintesi da contrapporre al presidente uscente solo in extremis dopo aver detto no al sindaco di Amatrice Pirozzi e aver bruciato tutta una serie di ipotesi scartate per via dei veti incrociati all’interno della coalizione. La scelta ricade su Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria e promotore del movimento Energie per l’Italia.

L’investitura arriva a poco più di un mese dalle elezioni. Questo permette a Zingaretti di ottenere la rinconferma con il 32,93% dei voti contro il 31,18% di Stefano Parisi e il 26,99% della candidata del M5S Roberta Lombardi. Per la cronaca Sergio Pirozzi con il 2,98% risulta il vero killer di Parisi e impedisce al centrodestra la riconquista della Regione.

Nicola Zingaretti è il primo presidente dall’introduzione dell’elezione diretta ad essere riconfermato alla guida della Regione. In controtendenza come sempre il dato di Frosinone dove Parisi ottiene il 35,73%, Zingaretti il 31,77 e Lombardi il 26,32%.

In Ciociaria questa volta gli eletti alle regionali Lazio sono 4. Mauro Buschini (16.445) e Sara Battisti (11.909) che staccano Marino Fardelli (5.861) nella lista del Pd (20,21%), Pasquale Ciacciarelli (10.014) che si impone su Antonello Iannarilli (4.109) con Forza Italia (17,57%) e Loreto Marcelli (2.714) che precede Fernando Fieramonti (2.447) nella lista del Movimento 5 Stelle (20,90%)

Riepilogo: eletto presidente Nicola Zingaretti (centrosinistra). Entrano in consiglio regionale: in maggioranza, Mauro Buschini (16.445), Sara Battisti (11.909) – Pd, Pasquale Ciacciarelli (10.014) – Forza Italia, Loreto Marcelli (2.714) – M5S.

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