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Quella fascia “azzurra” che dilania il PD e che rischia di imbarazzare Di Stefano

Massimo Pizzuti
Febbraio 15, 2024
Di Stefano

La questione dell’attribuzione della vicepresidenza della Provincia rischia di diventare un caso anche politico. Dovrà essere il Partito Democratico ad indicare il prescelto perché ha il gruppo più numeroso (5 consiglieri). Ma se alla fine dovesse spuntarla Enzo Salera, per Gino Ranaldi, allora sarebbe chiarissima la motivazione elettorale. A Cassino si vota a giugno, ci sono le celebrazioni per l’Ottantennale e a quel punto Salera con la fascia tricolore e Ranaldi con quella azzurra sarebbero in prima fila ovunque e sempre.
Che poi questo rappresenti un effettivo valore aggiunto è tutto da dimostrare. Indubbiamente però ci sarebbe un problema per Luca Di Stefano: nessuna altra delega come la vicepresidenza ha un carattere strettamente fiduciario. Gino Ranaldi rappresenterebbe la Provincia ed è impossibile che il centrodestra non interpreti tutto questo come una sorta di “ingerenza”, anche se di tipo istituzionale.
Forse è proprio per questo motivo che nel grande mare delle indiscrezioni di questi ultimi giorni ne sta filtrando una in particolare. Basata su un certo tipo di ragionamento. I contendenti sono Enrico Pittiglio, sindaco di San Donato Valcomino ed esponente di lungo corso del partito, e Gino Ranaldi, fedelissimo di Enzo Salera, primo cittadino di Cassino. Entrambi saranno impegnati nella prossima campagna elettorale: Pittiglio punta al bis da sindaco, Ranaldi vuole la conferma da consigliere. Il primo degli eletti nella lista La Provincia dei Cittadini però è stato Alessandro Mosticone, esponente di Sora che fa parte di Pensare Democratico ma che è uno dei collaboratori più vicini al sindaco e presidente della Provincia Luca Di Stefano. La fascia “azzurra” potrebbe essere attribuita a lui, magari per un periodo limitato. Oppure, visto che siamo già a febbraio inoltrato, l’assegnazione potrebbe essere “congelata” fino a giugno. Ad incartarsi, però, ancora una volta è stato il Pd, dilaniato dai veti incrociati di stampo correntizio. Senza troppi giri di parole: per come si sono messe le cose, un no a Pittiglio o a Salera avrebbe delle conseguenze pesanti. In un momento nel quale i Democrat stanno vedendo franare tutte le certezze, perfino nella roccaforte di Veroli. Il presidente regionale Francesco De Angelis, la consigliera regionale Sara Battisti e il segretario provinciale Luca Fantini hanno sottovalutato una situazione che ora è sfuggita di mano.
La Provincia è un ente di secondo livello nel quale Di Stefano ha scelto la strada del coinvolgimento di tutti gruppi, in maniera bipartisan. Tenendo conto dei risultati, ma guardando anche a dinamiche istituzionali. In primis il necessario rapporto privilegiato e diretto con la Regione Lazio di Francesco Rocca. Come potrebbe il centrodestra stare in silenzio se la fascia azzurra di vicepresidente fosse affidata ad un sindaco in cerca di conferma (Enrico Pittiglio) o ad un consigliere in prima linea (Gino Ranaldi) nella sfida politica della seconda città della provincia di Frosinone? Gli stessi collaboratori più stretti di Francesco Rocca lo farebbero notare (con l’evidenziatore) al Governatore.
Così come i leader provinciali dei partiti non potrebbero tacere o fare finta di nulla: Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), Nicola Ottaviani (Lega) e Rossella Chiusaroli (Forza Italia) si farebbero sentire. Il clima del dicembre 2022 è lontanissimo: l’asse di ferro tra Luca Di Stefano e Francesco De Angelis non è più lo stesso, anche se il presidente della Provincia ha sempre onorato tutti gli impegni assunti in quell’occasione, rispettando il leader Democrat. Ma il contesto politico è completamente cambiato e all’orizzonte ci sono le europee, destinate a scattare una fotografia importantissima del quadro politico italiano: nazionale, regionale e provinciale. Tutti si aspettano molto e tutti sono sotto esame.
Infine, restando alla Provincia, gli altri partiti da due mesi attendono le mosse del Pd. Fratelli d’Italia ha 3 consiglieri (Alessandro Cardinali, Roberto Caligiore, Andrea Velardo), la Lega 2 (Andrea Amata, Luca Zaccari), Forza Italia 1 (Gianluca Quadrini), Provincia in Comune 1 (Luigi Vacana). Non è che sta scritto da qualche parte che loro sono “eletti di un Dio minore”. Forse è meglio procedere esclusivamente con le deleghe, congelando l’attribuzione della vicepresidenza.

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