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Mentre Di Stefano manda a vuoto il pressing del PD, Mastrangeli si concentra sulla lotta allo smog

Massimo Pizzuti
Febbraio 19, 2024
Luca Di Stefano e Riccardo Mastrangeli

E’ stato un fine settimane di telefonate senza tregua per cercare di convincere Luca Di Stefano a nominare lui il vicepresidente della Provincia, togliendo le castagne dal fuoco al Pd. Ma Di Stefano si è smarcato con una certa eleganza, mandando a vuoto ogni tentativo di pressing dei vertici della Federazione del Partito Democratico. Quello che doveva diventare un dettaglio da definire in pochi minuti si è trasformato in una “mucca nel corridoio” (per usare la celebre espressione di Pierluigi Bersani). Non esiste una via d’uscita che soddisfi tutti: 1) la nomina di Enrico Pittiglio determinerebbe la rivolta del sindaco di Cassino Enzo Salera, che propende per Gino Ranaldi; 2) l’indicazione di Ranaldi sarebbe uno schiaffo in pieno volto per Pittiglio e per Pensare Democratico; 3) individuare un altro nominativo (Alessandro Mosticone, Luigi Vittori, Antonella Di Pucchio) aumenterebbe il caos e certificherebbe il fallimento politico; 4) congelare la situazione o “traccheggiare”sarebbe una resa.

Per questo il Pd vorrebbe che fosse Luca Di Stefano a decidere, ma il presidente della Provincia non ha alcuna intenzione di farlo. Nel momento in cui ha deciso di coinvolgere ancora una volta tutti i gruppi, non può entrare nelle vicende interne di uno solo. Inoltre nei prossimi mesi dovrà lavorare acontatto diretto con la Regione su varie tematiche di natura operativa ed istituzionale (per esempio sui rifiuti): non può caratterizzarsi per decisioni di tipo partitico.

I Democrat dovranno fare da soli, se ci riescono. Intanto Enzo Salera non arretra di un solo millimetro. Mentre sulle candidature alle europee c’è da prendere atto della novità degli ultimi giorni: l’ex presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha detto che Elly Schlein in persona gli ha chiesto di scendere in campo alle europee e che lui non può che rispondere “obbedisco”. Dopo aver assicurato per settimane che non avrebbe concorso per un seggio a Bruxelles. In realtà la spiegazione va ricercata negli equilibri tra le correnti. Nella circoscrizione Centro concorre il sindaco di Firenze Dario Nardella, fedelissimo di Stefano Bonaccini. Dunque Nicola Zingaretti (che ha sostenuto Elly Schlein dalla prima ora) dovrà duellare con Nardella all’ultima preferenza. Fino a poco più di un anno fa si poteva ipotizzare un tandem tra Zingaretti e Sara Battisti, consigliere regionale del partito. Quest’ultima potrebbe avere l’appoggio di Claudio Mancini e Roberto Gualtieri. Ma ci sono le condizioni per una sua candidatura alle europee nel quadro di estrema debolezza della Federazione frusinate del partito? Come se non bastasse, alle comunali la situazione è complicata: Enzo Salera decide per conto suo, nella roccaforte di Veroli il “grande ex” Germano Caperna ha messo i Democrat in un vicolo cieco.

MASTRANGELI RIDISEGNA LA VIABILITA’

Archiviata, in scioltezza, la pratica della staffetta di Fratelli d’Italia in giunta (Paolo Fanelli al posto di Fabio Tagliaferri), il sindaco Mastrangeli ha intenzione di battere tre colpi sulla nuova viabilità in questa settimana: intanto limiti di velocità a trenta chilometri all’ora in via Marittima, via Puccini, via Fontana Unica e via Mola Vecchia. In secondo luogo l’implementazione dei sensi unici, si quali sta insistendo da diverso tempo. Infine il sindaco ha chiesto agli uffici di procedere velocemente sull’individuazione dettagliata della corsia dedicata del Bus Rapid Transit, autentico perno della mobilità dei prossimi anni. A conferma che l’abbattimento delle polveri sottili rimane l’obiettivo principale.

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