Il punto

L’UGL spara a zero: “Zingaretti e D’Amato lasciano la sanità in macerie!”

Per l’Ugl i fronti di disfatta nella Sanità, dopo 10 anni di governo Zingaretti, sono molteplici, a partire dalla carenza di organici.

Zingaretti e D'Amato

Carenza di organico, pronto soccorso in tilt, nuove strutture promesse e mai decollate. L’Ugl non le manda a dire. E mette da subito in chiaro il proprio mal di pancia per l’indicazione del nominativo dell’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, quale candidato del centrosinistra alla guida della Regione Lazio nel post decennio Zingaretti.

Gianluca Giuliano, segretario nazionale della Ugl-Salute, così riassume il quadro: “L’ormai ex Governatore Nicola Zingaretti si lascia alle spalle le macerie di una sanità regionale dimenticata, affondata, senza alcun progetto di rilancio. Responsabile, quanto lui, è l’assessore D’Amato. Sapere che lo stesso sarà candidato alla guida della prossima Giunta dimostra come nessuno sia in grado di assumersi le responsabilità di questo sfacelo”.

Per l’Ugl i fronti di disfatta nella Sanità, dopo 10 anni di governo Zingaretti, sono molteplici, a partire dalla carenza di organici, prima causa – sottolineano dall’Ugl – del collasso del Servizio sanitario regionale.

Anzi, di più: “Collasso del SSR e di un’assistenza che è stata di fatto negata ai cittadini che, sempre più, hanno dovuto rivolgersi al privato – dice il segretario Giuliano -. Diritto alla salute? Una chimera, se è vero che le liste d’attesa si allungano sempre più”.

Nella Regione Lazio mancano gli infermieri, operatori sanitari e medici. Ad oggi la carenza di infermieri è calcolata in ben 7.000 unità, che potrebbero diventare 11.000 nel giro di 4 anni tenendo conto dei pensionamenti; non ci sono Oss a sufficienza ed i medici scarseggiano sia nelle corsie che nei pronto soccorso. Il ricorso ai medici “a gettone” è sempre più diffuso: ad Asl e aziende ospedaliere costano quasi il doppio dei colleghi in organico, ma fanno anche la fortuna delle cooperative, sempre pronte a collaborare.

“Ad oggi – spiega Giuliano -, servirebbero più di 400 camici bianchi per garantire una prima assistenza valida. A fronte di condizioni di lavoro drammatiche, si sommano anche emolumenti assolutamente insufficienti, ben al di sotto di quelli dei colleghi delle altre nazioni europee tanto da rendere le professioni sanitarie sempre meno attrattive per i giovani. I turni di lavoro dei professionisti sono massacranti così da mettere a rischio, loro malgrado, la qualità dell’assistenza ai pazienti e l’incolumità fisica e psicologica degli stessi professionisti impegnati”

Quello degli appalti esterni è un tema su cui l’Ugl punta il dito: “La Giunta Zingaretti lascia in eredità un servizio dove il malvezzo degli appalti esterni , che la UGL Salute combatte da tempo – dice il Segretario nazionale di Ugl-Salute -, continua a farla da padrone. Le annunciate internalizzazioni restano una chimera e a goderne sono cooperative e ditte esterne. In ballo rimangono vertenze di schiere di lavoratori dimenticati, come gli infermieri pediatrici, ad esempio, e le tante situazioni locali di operatori impiegati nella sanità privata che convivono con stipendi che non consentono una vita dignitosa”.

E poi tanti annunci e pochi fatti: Zingaretti e D’Amato avevano promesso un rilancio della Medicina del Territorio con l’apertura di 48 “Case della Salute”. Ne sono state aperte appena 22: un flop per l’Ugl. Giuliano conclude: “Dove è la rivoluzione gentile che l’assessore aveva promesso? Spazzata via dal vento forse. Quello che ci auguriamo possa presto soffiare per cambiare volto al Servizio sanitario regionale del Lazio puntando con forza, per la rifondazione, sui professionisti attraverso un piano di assunzioni massiccio con le dovute garanzie contrattuali. Perché senza operatori non potrà esserci mai una buona sanità”.

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