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Lo scudo anti-sfiducia: il vero obiettivo di Mastrangeli

Massimo Pizzuti
L’approvazione del bilancio consentirebbe al sindaco di avere un altro anno senza il rischio di una caduta dell’Amministrazione. Anche perché le dimissioni di massa sono una possibilità lontana in questo momento. Ma pure il centrodestra va messo in sicurezza
Marzo 26, 2024
Riccardo Mastrangeli

La priorità di Riccardo Mastrangeli è l’approvazione del bilancio. Dopo l’uscita dal Piano di risanamento del deficit, decretato dalla Corte dei Conti, il Comune può procedere ad assunzioni (35) e all’accensione di mutui. Non mettere in sicurezza il documento contabile sarebbe da folli. Inoltre, parliamo dell’unico atto sul quale un’Amministrazione può realmente cadere e andare a casa. Quindi, con il via libera al bilancio, Mastrangeli sa che per i successivi dodici mesi resterà al suo posto. A meno che alleati e avversari non riescano a mettere insieme 17 firme (su 33) per interrompere la consiliatura. Altamente improbabile. Inoltre in quel caso Mastrangeli potrebbe presentarsi alle elezioni anticipate da “vittima” (“non mi hanno fatto governare”). E’ con questo ragionamento che ha deciso di posticipare la verifica dopo la seduta di consiglio comunale prevista per venerdì.
Dopo le festività pasquali bisognerà capire quanti assessorati il sindaco è disposto a mettere realmente sul tavolo delle trattative per cercare di ricompattare il più possibile la maggioranza. Al momento non più di due: quello che è stato di Alessandra Sardellitti (dimessasi dieci giorni fa) e quello di Maria Rosaria Rotondi, che obiettivamente non è più sostenuta da nessuno in consiglio comunale. Pasquale Cirillo, esponente di Forza Italia ma anche di Frosinone Capoluogo, vuole indicare un tecnico esterno di sua fiducia al posto della Rotondi. L’obiezione che arriva da Mastrangeli ma anche da Antonio Scaccia è: a nome di chi parla Cirillo? Di Forza Italia o di Frosinone Capoluogo? Il consigliere però insiste e rivendica il patto federativo.
A Mauro Vicano non passa neppure per l’anticamera del cervello che il patto raggiunto al ballottaggio (in virtù del quale fu nominata la Sardellitti) venga disatteso. L’ex manager della Asl è pronto a fare l’assessore.
Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli) e Giovanni Bortone (Lega) sono tre consiglieri eletti nel centrodestra. C’è la volontà di lasciarsi alle spalle le divisioni degli ultimi mesi e guardare al resto della consiliatura (poco più di tre anni) insieme a loro? Dopo l’approvazione del bilancio sarà soltanto Riccardo Mastrangeli a dare una risposta a tali quesiti e a quel punto sarà chiaro con quale maggioranza si potrà andare avanti. Con un anno di tempo senza che possa essere sfiduciato.
Andrea Turriziani (Lista Marini) potrebbe entrare a far parte della coalizione di centrodestra, però in ogni caso le opposizioni potrebbero comunque votare alcune delibere in aula. Come hanno fatto fino a questo momento, evitando di mettere in difficoltà Mastrangeli. L’unica situazione che potrebbe cambiare questo quadro è il ricompattamento del centrosinistra. Non si può escludere, ma non è una situazione che può prospettarsi in questa fase.
Con la possibilità di accendere mutui e con la prospettiva di potenziare gli uffici attraverso nuove assunzioni, il sindaco Mastrangeli per la prima volta si trova nelle condizioni di provare ad accelerare sui programmi. Parliamo delle misure per il Piano urbano della mobilità sostenibile ma anche di opere pubbliche come la riqualificazione di piazzale Kambo, piazzale Vittorio Veneto, Largo Turriziani e di via Alcide De Gasperi. Inoltre da mesi il sindaco sta sbloccando e portando avanti alcune importanti possibilità di tipo urbanistico. A conferma che alle prossime elezioni comunali (anticipate oppure a scadenza naturale), Riccardo Mastrangeli vuole arrivare con un’alta percentuale di realizzazione del documento programmatico. Una strategia in base alla quale ha messo la maggioranza in secondo piano. Spesso commettendo degli errori, come alle ultime provinciali. La coalizione di centrodestra andrebbe comunque salvaguardata e questo vuol dire arrivare ad un chiarimento vero tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Altrimenti il tallone d’Achille resterà esattamente questo. Un rischio probabilmente calcolato, ma comunque un rischio. Specialmente se il centrosinistra dovesse compattarsi e puntare alle dimissioni di massa insieme ai malpancisti del centrodestra.