Buongiorno Latina

La discarica senza patria, Stefanelli avvia le procedure. Ma lascia all’Egato la decisione finale

Il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, ha firmato il decreto di aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. In questo documento sono stati inseriti i tre siti individuati a Cisterna di Latina e Aprilia, possibili sedi della discarica.

Gerardo Stefanelli, presidente della Provincia di Latina

La carenza ormai cronica di impianti di smaltimento rifiuti nella nostra regione fa prospettare una nuova emergenza per il territorio, un’emergenza che rischia coinvolgere soprattutto la provincia di Latina e il basso Lazio. Nel Pontino si comincia ad avvertire l’importanza del problema, probabilmente troppo sottovalutato da buona parte della classe politica.

EMERGENZA CON L’ANNO NUOVO

I problemi maggiori potrebbero registrarsi già all’inizio del nuovo anno. Tra gennaio (più probabilmente) e febbraio anche la discarica di Albano chiuderà i cancelli e lì inizierà un altro film. Perché se nel frattempo non sarà stata trovata un’altra soluzione di smaltimento da oltre 1.000 tonnellate al giorno per i rifiuti di Roma, la Capitale andrà in emergenza. Ama si è già premunita sottoscrivendo contratti con l’estero (ad esempio ce n’è uno con l’Olanda per 55mila tonnellate praticamente non ancora utilizzato) e altri operatori italiani, che le dovrebbero consentire (anche dopo la chiusura di Albano) di non andare in sofferenza almeno fino a giugno del 2023, quando dovrebbe essere pronto il nuovo lotto da 900mila metri cubi della discarica di Viterbo. Tuttavia, non va dimenticato che anche le province di Frosinone e Latina stanno evitando l’emergenza (causata dalla chiusura della discarica di Viterbo) esportando a suon di euro, che pagheranno i cittadini con la Tari, i loro rifiuti. Anche per questo motivo restano sul tavolo altre due opzioni: la riapertura delle discariche di Roccasecca (in provincia di Frosinone), dove c’è un bacino da 450mila metri cubi già autorizzato e sostanzialmente pronto all’uso, e Borgo Montello (in provincia di Latina), quest’ultima (dal volume stimato di circa 1 milione di metri cubi) di proprietà della stessa Ecoambiente che gestisce l’impianto di Albano e rientrante nella galassia Cerroni al pari della Ecologia Viterbo che gestisce l’invaso della Tuscia.

STEFANELLI ACCELERA

Da Latina c’è chi ha compreso la portata del problema. Il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli, ha firmato il decreto di aggiornamento del piano provinciale dei rifiuti. In questo documento sono stati inseriti i tre siti individuati a Cisterna di Latina e Aprilia, possibili sedi della discarica. Contemporaneamente è stata attivata la valutazione ambientale strategica sui tre siti, dando di fatto il via alle procedure per la scelta definitiva.
La provincia di Latina ha necessità, così come scritto nel piano regionale dei rifiuti regionale e provinciale, di individuare una discarica dove accogliere lo scarto del rifiuto indifferenziato.
Le aree scelte dal commissario nominato dalla Regione Lazio, Illuminato Bonsignore, si trovano a Cisterna di Latina e ad Aprilia.
La prima è a Cisterna di Latina: una superficie pari a circa 34.000 mq, del sito in località “la Villa”, di proprietà Scavilana S.r.l., sito già oggetto di richiesta di autorizzazione ad attivare una cava pozzolanica. La superficie dichiarata idonea è quota parte della superficie complessiva di 148.394 mq delle particelle individuate, sia per la necessità del distanziamento di almeno 60 metri dalla progettata strada Cisterna Valmontone facente parte del “Corridoio intermodale Roma-Latina” che dell’opportunità di distanziamento di almeno 300 metri da alcune case sparse.
Il secondo sito individuato è sempre a Cisterna di Latina: una superficie di 43.000 mq del sito industriale dismesso nel 1990 dalla Goodyear in via Nettuno di proprietà Sfim Investimenti Spa. 
Il terzo sito ad Aprilia su una superficie pari a circa 77.000 mq della cava dismessa e successivamente “coltivata”, adiacente ad una parte di cava attualmente attiva e ad un’altra area per cui è in corso di perfezionamento l’autorizzazione all’ampliamento della cava stessa. L’area è di proprietà in parte di Stradaioli Holding Spa e in parte de “I Faggi Società Agricola Semplice di Stradaioli Rita“. La superficie dichiarata idonea è parte della superficie complessiva di 126.770 mq.

L’EGATO NUOVO PLAYER

La decisione spetta al nuovo Egato che non è ancora operativo. Lo ha ammesso proprio Stefanelli: “Il nostro compito al momento è approfondire la propria attività di pianificazione, con uno studio di maggior dettaglio sulle aree idonee, individuate dal processo di pianificazione pregresso: e cioè atti del consiglio, dei dirigenti e dei commissari nominato dalla regione. La stessa Regione ci ha chiesto la disponibilità ad effettuare una valutazione ambientale strategica sui siti individuati come potenzialmente idonei. Sarà comunque l’Egato a dover decidere se fare una discarica pubblica, che progetto elaborare, dove ubicarlo, con quali soldi realizzarlo e come gestirlo”.

La strategia di Stefanelli è quella di chi guarda al futuro con lungimiranza. La provincia non ha più competenza neanche come organo di coordinamento per la gestione. L’istituzione degli Egato, composto da tutti i comuni pontini, dovrà essere accompagnata dagli atti regolamentari attuativi che la giunta regionale emanerà nei prossimi mesi. In questi provvedimenti si sostanzieranno i principi da fissare nello statuto e nuovo ente, una regolamento del funzionamento dei rispettivi organi (Assemblea dei sindaci, Presidente e consiglio direttivo, direttore generale) ed altre discipline di dettaglio attuative della legge regionale.

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