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Il ritorno di Fanelli e le divisioni dei malpancisti: cosi Mastrangeli disegna la sua città del futuro

Massimo Pizzuti
Febbraio 16, 2024

La tecnica politica è ormai sperimentata e funziona: Riccardo Mastrangeli si rivolge ai partiti e ai gruppi che lo sostengono, chiede loro di prendere l’iniziativa assicurando che valuterà proposte e situazioni. Succede però che poi a perdersi sono proprio le forze politiche, a corto di strategie e di idee.
Domani mattina ci sarà l’ufficializzazione della nomina ad assessore ai servizi sociali dell’ex sindaco Paolo Fanelli (Fratelli d’Italia). Subentrerà a Fabio Tagliaferri, chiamato a dirigere una Partecipata del Mic del calibro di ALes spa. Il partito di Giorgia Meloni ha dato al primo cittadino soluzione e nome (prestigioso) a tempo di record, smentendo la solita pletora di gufi appollaiati sui trespoli che erano pronti a scommettere sull’implosione del gruppo consiliare. Non è successo, sia Sergio Crescenzi che Alessia Turriziani avevano tutti i requisiti per entrare in giunta, ma entrambi si sono resi conto che in politica ci sono dei momenti in cui il gioco di squadra è prevalente. Nessun problema quindi. Mastrangeli ha atteso le decisioni di Fratelli d’Italia, sapendo che ormai il suo rapporto con Massimo Ruspandini (deputato e presidente provinciale del partito) è a prova di… guastatori. Si è persa però l’ennesima occasione non tanto per provare a effettuare un rimpasto, ma per cercare di mettere ordine nelle diverse aspettative (spesso accompagnate da polemiche) in alcuni gruppi. Si poteva sollecitare un chiarimento definitivo con Anselmo Pizzutelli (Lista Mastrangeli), Maria Antonietta Mirabella (Lista Mastrangeli) e Giovanni Bortone (Lega). Chiedendo loro se intendevano indicare una persona che li rappresentasse in giunta. Ancora una volta si sono scansati tutti.
Era parso di capire che Pasquale Cirillo (Frosinone Capoluogo) potesse impegnarsi direttamente come assessore, subentrando a Maria Rosaria Rotondi. Ma si è registrato l’ennesimo brusco stop. Per un motivo soprattutto: con Cirillo in giunta, in consiglio comunale sarebbe entrato Domenico Fagiolo, il primo dei non eletti della civica quasi due anni fa. Il problema è che Fagiolo adesso fa parte della Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia, che ha già tre esponenti e sarebbe salita a quattro.
Era stato rispolverato il documento di inizio consiliatura, quello denominato anti-ribaltone. Perché la definizione dell’assetto e degli equilibri della giunta non sarebbero stati toccati dai continui passaggi da un gruppo all’altro. Un’idea che però evidentemente non piace a tutti e questo induce a delle riflessioni. Perché magari il rimpasto vero qualcuno intende chiederlo tra qualche mese, confidando di avere numeri maggiori. Sarà in ogni caso complicato. Riccardo Mastrangeli ha indicato ancora una volta le priorità amministrative e davanti alle situazioni di carattere politico, si rivolge ai diretti interessati: “Fatemi un nome, indicatemi un percorso e poi valuto”. Ben sapendo che quasi nessuno è nelle condizioni di potergli prospettare un cambio in giunta senza scossoni.
Sulle misure contro l’inquinamento e per una diversa viabilità cittadina il sindaco ha effettuato un forte appello alle opposizioni. Gli unici ad aver risposto sono stati gli esponenti della Lista Marini: il consigliere è Andrea Turriziani. Gli altri si comporteranno come sempre: ognuno per conto proprio. Prendiamo il Partito Democratico: da quanto tempo Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari non procedono unitariamente in aula? Dopo le provinciali il Pd ha volutamente allargato il solco che lo separa dalla Lista Marzi. Dal canto loro Domenico Marzi, Alessandra Mandarelli, Carlo Gagliardi e Armando Papetti sono sempre stati disponibili a confrontarsi sulle delibere che vengono portate in Consiglio. Claudio Caparrelli e Francesca Campagiorni (Polo Civico) con l’opposizione di centrosinistra c’entrano poco o nulla. Vincenzo Iacovissi mantiene alta la bandiera dell’autonomia dei Socialisti.
Vogliamo dire che la situazione di evidenti divisioni sia nel centrodestra che nel centrosinistra danno margini di tranquillità importanti a Riccardo Mastrangeli, che non a caso insiste con una tattica di concretezza e solidità: l’unico organo che mantiene superblindato è la giunta. In consiglio i voti ci saranno sempre.

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