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Il caso Aprilia al vaglio dell’Antimafia. Chiara Colosimo vuol vederci chiaro sulle infiltrazioni malavitose in Comune

Marco Battistini
Luglio 8, 2024

Fari ancora accesi su Aprilia, che negli ultimi giorni contende (in negativo) a Latina, la ribalta nazionale. Se il capoluogo è diventato l’epicentro della battaglia sul caporalato, la seconda città della provincia è diventato il simbolo delle infiltrazioni malavitose nella gestione amministrativa. L’attesa è per l’appuntamento importante in Commissione parlamentare antimafia, dove saranno ascoltati il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Francesco Lo Voi e la procuratrice aggiunta Ilaria Calò, titolari dell’inchiesta. “L’operazione che ha portato al fermo di 25 persone ad Aprilia dimostra quanto sia pervasivo, pericoloso e diffuso il fenomeno mafioso all’interno della cosa pubblica -ha dichiarato la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo- un plauso alla Dda di Roma, alla Dia e all’Arma dei Carabinieri per il lavoro svolto che ci offre uno spaccato criminale preoccupante del territorio alle porte di Roma e in quello Pontino”.

ANTIMAFIA

L’audizione, in quella che è denominata “Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere” presieduta da Chiara Colosimo, è prevista a una settimana esatta dalla maxi operazione che ha visto finire ai domiciliari anche l’ormai ex sindaco di Aprilia Lanfranco Principi (il giorno successivo ha rassegnato le sue dimissioni) ed è fissata alle 14 di mercoledì. In riferimento alle indagini che hanno portato all’operazione di Aprilia, il procuratore capo Lo Voi in conferenza stampa ha dichiarato che queste “confermano che i gruppi di natura mafiosa cosiddetti autoctoni, cioè non direttamente derivanti dalle case madri mafiose storiche di ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra, non solo esistono e continuano a esistere, ma continuano a espandere la loro presenza sul territorio, la loro occupazione. Perché la loro non è più un’infiltrazione ma sta diventando occupazione di una parte della pubblica amministrazione”. “L’associazione mafiosa controllava completamente il Comune di Aprilia dal punto di vista economico-imprenditoriale e dal punto di vista amministrativo”, ha detto poi la procuratrice aggiunta della Dda Ilaria Calò, entrata più nel dettaglio. “Nelle indagini sono emersi rapporti con il clan dei Casalesi e con quello dei Polverino. Inoltre sono emersi legami con la pubblica amministrazione”, ha aggiunto.
In particolare nel corso della conferenza è stata citata una frase che in una intercettazione agli atti ha pronunciato uno degli indagati: “Faremo il comune nel comune”. “Un problema di un apriliano diventerà quello di tutti gli apriliani”, è stato poi detto anche in un’altra intercettazione.

DIMISSIONI E IPOTESI

I consiglieri comunali di Aprilia hanno depositato in blocco le dimissioni dalla carica. Oggi il Consiglio comunale di Aprilia si scioglierà. I consiglieri tornano a casa dopo solo 1 anno di mandato. A questo punto l’iter burocratico prevede che sia il Segretario Comunale a comunicare alla Prefettura di Latina le dimissioni dell’intero Consiglio comunale.Il Prefetto prenderà atto e dichiarerà sciolto il Consiglio Comunale di Aprilia. Il passo successivo dovrebbe essere molto veloce. Probabilmente già tra martedì e mercoledì provvederà alla nomina di un Commissario prefettizio che guiderà il Comune di Aprilia fino alle nuove elezioni. Voto che però potrebbe non essere indetto per la primavera 2025. Qualora le autorità potrebbero valutare che i 25 arresti non hanno ‘pulito completamente’ il sodalizio politico-mafioso ad Aprilia. Questo potrebbe essere motivo di impedimento dello svolgimento delle elezioni, che verrebbero rinviate fino a che la situazione ad Aprilia non venga fatta chiarezza sull’entità delle infiltrazioni malavitose nel Comune e dunque seguire di fatto l’iter avviato ad Anzio e Nettuno.

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