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Cassino, Buongiovanni: attendo Fratelli d’Italia a braccia aperte

Tarcisio Di Pontecorvo
Febbraio 7, 2024
Arturo Buongiovanni

Il foglio con le firme dei rappresentanti dei quattro partiti e delle quattro liste civiche tra le mani e l’eloquio di chi vuole semplicemente spiegare da dove sia saltata fuori la sua candidatura a sindaco, dopo essersi disinteressato della politica locale, a parte l’esperienza delle comunali risalente a quando aveva 18 anni. L’avvocato Arturo Buongiovanni, presidente del Movimento per la Vita di Cassino e già vice presidente regionale della stessa organizzazione, si è presentato così ieri sera al Teatro Manzoni di fronte ai giornalisti locali, sottolineando a più riprese la sua distanza dai partiti, la provenienza civica legata, in particolare, al mondo dell’associazionismo. 
In platea, tra gli altri, c’erano il segretario comunale della Lega, Alessio Ranaldi, i segretari provinciali Rossella Chiusaroli (Forza Italia) e Pietro Pacitti (Noi Moderati), Giuliano Di Prete commissario provinciale Udc. E poi i rappresentanti delle liste civiche “Io democratico”, “Insieme per Cassino”, “Cassino nel cuore” e “Noi per Cassino”. 
A parte il parlare con proprietà di linguaggio e lo stile colloquiale, il tema fondamentale era l’assenza della firma di rappresentanti di Fratelli d’Italia su quel foglio che ha stretto con gratitudine nei confronti dei sottoscrittori, perché considerato la prova dell’ampio consenso ricevuto dal suo nome sul tavolo di partiti e movimenti civici. 
«Non potevo continuare a stare sulla graticola – ha esordito -, dopo gli articoli in cui si è parlato di me azzardando varie ipotesi. Certo, avremmo avuto piacere di essere qui con Fratelli d’Italia ma rispettiamo la situazione interna, col passaggio del commissariamento, che al momento rende difficile assumere una decisione». 
«Ho letto ed ascoltato tante storie su come nasce la mia candidatura – ha poi aggiunto – ma la verità è molto più semplice. Stavo proprio qui al Manzoni, insieme al gruppo di amici che hanno avviato il dibattito sulle primarie ed ero presente proprio per perorare la causa dello svolgimento di quelle consultazioni. Ritenevo interessante gettare un sasso nello stagno per favorire la partecipazione dei cittadini. Ma auspicavo che si arrivasse davvero a primarie allargate che includessero l’intero mondo partitico e civico che si oppone all’amministrazione in carica. Così non è stato e per questo non ho continuato». 
Da questa situazione – ha ricostruito Buongiovanni –  «è venuto fuori un dibattito tra partiti e mondo civico sulla sintesi possibile e sono stati messi sul tavolo alcuni nomi: tra questi il mio. Sono stato individuato come soggetto idoneo a guidare centrodestra e mondo civico per creare un fronte unitario da opporre all’amministrazione Salera. Ho sentito la responsabilità ed il dovere di dire sì». 
Buongiovanni ha ricordato la sua candidatura al Consiglio comunale quando aveva 18 anni: «Feci una battaglia di testimonianza e di conoscenza della città. L’esperienza di vicinanza alla gente ha acceso nel cuore un’altra azione diversa dall’impegno politico: quella del volontariato. Ho scoperto il gusto della cura della persona. Ho scoperto che, però, non basta: le persone hanno bisogno di comunità che siano virtuose e di una politica che si prenda cura di loro». 
Ha quindi sottolineato come la definizione della coalizione, la redazione del programma e l’avvio della campagna elettorale rappresentino ad oggi un cantiere coi «lavori in corso: 4 partiti del centrodestra su 5 hanno firmato la mia candidatura. Forza Italia, Lega, Udc e Noi Moderati e 4 liste civiche. Mentre con altre due siamo in trattativa. Contiamo di accogliere gli amici di Fratelli d’Italia. Partito che ha naturale connotazione nel centrodestra e ci auguriamo venga con noi. Abbiamo sentito il dovere di presentarci ora dopo le indiscrezioni sui giornali, ma nel frattempo abbiamo sperato che FdI si determinasse nel seguire il nostro percorso. Questo non è accaduto non per un diniego verso il nostro progetto ma perché la situazione interna di quel partito rendeva impossibile prendere una decisione». 
Cosa accade adesso? Buongiovanni ha assicurato: «Continuiamo a dialogare e ci auguriamo entrino nel progetto come fratelli. Come noto rappresento il Movimento per la Vita che difende madri incinte e aiutiamo bambini: si tratta di temi molto cari a Fratelli d’Italia. Per questo la attendiamo a braccia aperte: se gli amici di FdI verranno non saranno alleati di serie B ma saranno a pieno titolo alleati con pari dignità per vincere la battaglia». 
Quanto alla sfida elettorale ed alle battute sul fatto che sarebbe servito un fuoriclasse per battere Salera, Buongiovanni ha replicato: «Scendo in campo con l’idea di essere uomo del dialogo. Non voglio partire da programma che non voglio dettare io: dobbiamo sederci al tavolo ed elaborarlo tutti insieme. Comunque ritengo che non ci sia nessun Maradona da cercare nella politica. Io sono appassionato di Ligabue e mi piace “Una vita da mediano”. Ecco, mi sento più un Oriali. Uno che ha dato e quando ha dato si tira indietro per fare in modo che altri facciano gol». 

Buongiovanni ha lanciato un appello al dialogo anche ai primaristi che insistono per la consultazione elettorale (Giuseppe Sebastianelli e Giorgio Di Folco) e ha ringraziato Domenico Natale (primarista dimissionario dopo le ultime evoluzioni) per la presenza alla conferenza stampa. 
Adesso spazio alla costituzione di un comitato di coordinamento per avviare la campagna elettorale. Per il resto la strategia è quella di «coinvolgere la società civile. Sarò nelle strade e nei quartieri, non sono molto social. Starò in mezzo alla gente». 
Le domande dei giornalisti lo hanno riportato su Fratelli d’Italia. «FdI – ha risposto – non ha mai indicato un suo candidato, e si è verificata una prolungata situazione di stallo. Siamo a febbraio e si vota tra poco». Di se stesso ha detto di non avere cappelli politici checché se ne dica. 
Quanto all’idea di città ha rinviato ogni approfondimento ad un prossimo incontro con la stampa ma ha affermato che «il limite del sindaco Salera è stato quello di lasciare i quartieri periferici abbandonati a se stessi. Ritengo invece che tutti i quartieri debbano vivere come altrettanti microcosmo». 

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