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Caperna & Salera: il federatore e il cacciatore di … bis

Massimo Pizzuti
Facce da elezioni: il candidato sindaco di Veroli cancella il concetto di ammucchiata: “Chiedere di andare oltre gli steccati politici non è stata cosa semplice ma ci siamo riusciti”. Il primo cittadino di Cassino vuole succedere a Luca Di Stefano come presidente della Provincia. Non ha dimenticato lo sgarbo del 2022.
Maggio 15, 2024

Non soltanto non si è nascosto, ma ha dato sostanza e prospettiva ad un esperimento amministrativo destinato a fare scuola. La coalizione di sette liste che lo sostiene a Veroli non è un’ammucchiata e neppure un carro di ambizioni trasversali. E’ un progetto diverso. Germano Caperna viene da lontano, ha una storia politica riconoscibile: prima nel Pd, poi in Italia Viva. Adesso però è un candidato sindaco civico. Durante la presentazione del suo progetto Caperna ha detto: “La continuità ci ha permesso di arrivare ad ottenere grandi risultati per Veroli ed è con lo stesso spirito di responsabilità che tutta la nostra squadra lavorerà”. Un riconoscimento all’azione e al ruolo di Simone Cretaro. Poi ha toccato il punto clou. Così: “La mia prima forza è la conoscenza profonda della città. La coalizione è numerosa è vero, ma questo per noi è e sarà motivo di orgoglio. Perché mettere insieme sette liste non è stato facile. Chiedere di andare oltre gli steccati politici non è stata cosa semplice ma ci siamo riusciti. Un bravo sindaco, o chi intende esserlo, deve essere in grado di far parlare più punti di vista in maniera costruttiva. Questa è stata una grande vittoria che abbiamo ottenuto prima ancora di iniziare la campagna elettorale: saper anteporre il bene di Veroli ad ogni casacca di partito”. Cioè Germano Caperna ha individuato un elemento fondamentale: l’amalgama. Ognuno manterrà la propria vocazione politica (Pd, Fratelli d’Italia, Lega), ma come amministratore di Veroli dovrà far prevalere una visione diversa ed esclusivamente di governo del territorio. E’ questa la sfida che Germano Caperna intende lanciare: non una sommatoria di voti e di preferenze ma una squadra motiva sugli obiettivi. Vedremo come andrà perché gli altri due candidati, Patrizia Viglianti e Cristiano Papetti, non gli concederanno neppure un millimetro. Caperna però è uscito allo scoperto.

SUL BILANCIO CASSINO COME FROSINONE

Ieri a Cassino c’è stata l’ultima seduta di questa consiliatura. Il conto consuntivo è stato approvato con 17 voti: erano presenti 22 dei 25 consiglieri assegnati all’ente. Il via libera al documento contabile spiana la strada all’uscita dell’ente dalla crisi finanziaria. La costante di questi anni è stata rappresentata dal fatto che le delibere importanti e decisive hanno costantemente visto la compattezza della maggioranza. Situazione identica al Comune di Frosinone: in due anni da sindaco, Riccardo Mastrangeli ha visto approvare il bilancio con 22 voti su 22 esponenti della maggioranza. Nonostante, e il discorso vale sia per Frosinone che per Cassino, le polemiche e gli scontri all’interno delle coalizioni siano spesso fortissimi. Significa che in fondo nessuno vuole davvero aprire una crisi e andare a casa. Perché la storia politica locale dimostra che chi si assume la responsabilità di interrompere la consiliatura quasi mai poi torna al governo nell’immediato. Enzo Salera si avvia ad una campagna elettorale alla guida di una coalizione che ha costruito personalmente in ogni singolo dettaglio. Mettendo il Pd nelle condizioni di seguirlo. Certamente Salera proverà a chiudere la partita al primo turno, ma in una città come Cassino non è mai semplice. Arturo Buongiovanni (centrodestra) Giuseppe Sebastianelli, Paola Polidoro e Maria Palumbo non staranno a guardare. Un eventuale turno di ballottaggio potrebbe contenere delle insidie perfino per un primo cittadino uscente come Salera. Sia per le intese che potrebbero definirsi, sia soprattutto per il fisiologico calo dell’affluenza che sempre caratterizza il secondo turno rispetto al primo. Enzo Salera d’altronde ha una strategia precisa: essere confermato alla guida del Comune di Cassino, augurarsi che la legge Del Rio non venga abolita e presentarsi come candidato alla presidenza della Provincia per succedere a Luca Di Stefano. Non ha dimenticato quanto successe nel dicembre 2022: Pd spaccato, Francesco De Angelis e Barbara Di Rollo con Di Stefano, Antonio Pompeo ed Enzo Salera con Luigi Germani. Se concederà il bis come sindaco della seconda città della provincia, Salera sarà l’amministratore del Pd più alto in grado. Sarà impossibile dirgli di no.

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