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A rilento le opere Caput Mundi per il Giubileo 

Marco Battistini
Febbraio 26, 2024

Per il quarto trimestre del 2024, cioè per l’avvio del Giubileo, il target della realizzazione degli interventi di Caput Mundi, la tranche del Pnrr destinata al patrimonio culturale di Roma anche in ottica Anno Santo, è stato dimezzato: non saranno più 200 i siti da riqualificare in media al 50% entro la fine dell’anno ma 100. E’ quanto si legge nella bozza della Quarta relazione sullo stato di attuazione del Pnrr. L’allarme sullo stato di avanzamento dei lavori di Caput Mundi – 500 milioni di euro per 335 interventi – del resto non è una novità: solo poche settimane fa il direttore dell’Ufficio speciale del commissario straordinario al Giubileo Roberto Botta ricordava che “Caput Mundi è una misura del Pnrr di cui è stato ingaggiato il commissario”, che è il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, e che attuatori del progetto, oltre a Roma Capitale e alla sua soprintendenza, sono le varie soprintendenze statali o per esempio i parchi dell’Appia Antica e del Colosseo. E qui, spiegava Botta, in questo pacchetto di interventi “un po’ di ritardo lo vediamo, la fase attuativa la stiamo vedendo adesso”. In cifre, nonostante per la gran parte sia stato già individuato il soggetto attuatore, al 7 febbraio 2023 su 335 interventi ne risultava concluso uno solo, un altro era in corso e altri cinque “in imminente avvio”. 

OK I PIANI URBANI INTEGRATI

Lo stesso Gualtieri non aveva nascosto in passato che, in quella tranche lì, qualche lentezza c’era. Era ancora ottobre 2023, la fase in cui si discuteva della possibilità di definanziare alcuni interventi del Recovery: se i Piani urbani integrati, come quelli per le periferie come Tor Bella Monaca, erano “più avanti – sottolineava allora il sindaco – altri sono più indietro. Se c’è bisogno di spostare fuori dal Pnrr qualcuno dei progetti, abbiamo candidati ‘migliori’. Per esempio – diceva ancora Gualtieri – all’interno di Caput Mundi c’è la possibilità che alcuni interventi possano essere a rischio, perchè sono molto parcellizzati”. Nella relazione, in ogni caso, non si parla di definanziamenti, ma di rimodulazione dei target. Si legge nella bozza: “Al fine di garantire l’efficacia dei primi interventi maggiormente rilevanti e tenendo conto dell’incremento dei costi stimati per la realizzazione dei siti, il target intermedio M1C3-27 (T4-2024) è stato rimodulato. In particolare – prosegue il passaggio della relazione – il target è stato ridotto da 200 a 100 siti culturali e turistici la cui riqualificazione ha raggiunto, in media, il 50% del SAL (Stato avanzamento lavori, ndr). È stato inoltre rimosso, nel medesimo target, il riferimento puntuale al numero di interventi da realizzare per ciascuna linea di investimento, ancora riferito all’iniziale numero di 200 siti e dunque non allineato alla nuova formulazione dell’indicatore”.

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