C’era anche il presidente Mattarella a seguire il match del Barbera tra Frosinone e Palermo ed i leoni ciociari, dinanzi alla massima autorità dello Stato, hanno fornito una prestazione lodevole.
È finita senza reti, ma non è stata una partita noiosa, anzi. Tante belle giocate, tante occasioni da rete, ma alla fine Joronen e Palmisani hanno mantenuto inviolata la propria porta.
Entrambe si sono portate a quota 4 in classifica e il Frosinone ha ribadito di possedere carattere, personalità e grande tenacia, tutte doti utilissime in un campionato spigoloso come quello cadetto.
LA CRONACA
Il Palermo parte in modo veemente, conquistando due tiri dalla bandierina quando le lancette del cronometro non hanno nemmeno portato a compimento il secondo giro.
Il Frosinone non sta a guardare e al 4’ Calò pennella un calcio di punizione che per poco non viene deviato sotto misura da Raimondo.
Tre minuti più tardi è Oyono a seminare il panico nella retroguardia palermitana, ma l’opportunità resta allo stato latente.
Ci prova poi Ghedjemis al 13’, ma il suo tiro dal limite risulta fiacco e centrale. Ordinaria amministrazione per Joronen.
Il Frosinone continua a giocare con grande autorità, stroncando sul nascere le iniziative del temutissimo Palermo e ripartendo pericolosamente.
Un’incursione di Raimondo mette al 22’ Koutsoupias nelle condizioni di calciare da posizione molto favorevole, ma il centrocampista giallazzurro non fa il bis dell’esordio e consente all’estremo difensore palermitano l’Intervento in due tempi, un po’ goffo ma efficace.
Al 31’ ancora Frosinone protagonista nella metà campo palermitana, ma spara a salve anche Caló.
I minuti scorrono senza che grandi emozioni intervengano a spezzare l’equilibrio. Un’incursione di Augello viene arginata in extremis dalla difesa frusinate al 42’, con palla che arriva smorzata dalle parti di Palmisani.
LA RIPRESA
Subito un episodio importante, con Raimondo tirato giù in area di rigore, ma il centravanti frusinate era partito da posizione di offside prima di subire la strattonata che avrebbe potuto originare il penalty.
Al 7’ risposta perentoria del Palermo, con Pohjanpalo che si avventa sul cross di Ranocchia anticipando Bracaglia ma colpisce il palo destro della porta ciociara.
Alvini si affida a Masciangelo e Francesco Gelli per Kvernadze e Barcella e al 64’ il Frosinone costruisce una nitida palla gol. È ancora Koutsoupias bravo, con grande senso dell’inserimento, a raccogliere un cross di Masciangelo, ma anche stavolta la mira lascia un po’ a desiderare.
Frosinone sempre bello e reattivo sul terreno di gioco, ma il Palermo, trascinato dal suo pubblico, prova a spingere in modo più deciso.
Ancora un “legno” per I rosanero siciliani e anche stavolta il protagonista è Pohjanpalo, che al 79’ con una deviazione aerea colpisce in pieno la traversa.
Il Frosinone continua a ripartire con grande pericolosità ma la gestione della controffensiva del minuto 81 pecca proprio al momento del passaggio per Ghedjemis, anticipato in extremis.
Il team di Inzaghi cerca con generosità ma senza la necessaria lucidità il gol che possa sbloccare il match, ma il Frosinone è granitico e limita i rischi in modo consistente.
Così si arriva al 95’ minuto, quando Di Bello decreta con triplice fischio la chiusura delle ostilità.