Politiche

Elezioni: cambia aula del Campidoglio, 4 eletti in Parlamento 

I consiglieri di FdI appaiono orientati a rimanere in Campidoglio fino all'insediamento del nuovo Parlamento, anche per completare alcuni atti ancora in sospeso, per poi procedere con la surroga del loro mandato in Comune.

Il voto per le elezioni politiche ridisegna anche la geografia delle presenze sugli scranni del Campidoglio. Ben 8 consiglieri capitolini, infatti, provenienti soprattutto dalle file dell’opposizione di centrodestra al sindaco Roberto Gualtieri, erano candidati alle politiche. Almeno 4 di loro, al momento, risultano già eletti. Hanno vinto il loro collegio uninominale sia Lavinia Mennuni di FdI, che si e’ imposta nella difficile sfida del collegio Roma 2 per il Senato su Emma Bonino e Carlo Calenda, sia Simonetta Matone, capogruppo della Lega. Passa anche Andrea De Priamo, da anni esponente di peso di FdI in Aula Giulio Cesare, già capogruppo, oggi a capo della Commissione Trasparenza.

Fa il salto in Parlamento anche Paolo Ciani, consigliere di maggioranza, uno dei leader di Demos, vicino alla Comunità di Sant’Egidio, capogruppo della formazione in Campidoglio e consigliere regionale uscente. Da valutare invece nel corso della ripartizione dei seggi se e’ riuscito ad ottenere uno scranno al Senato anche il leghista Fabrizio Santori. La legge non prevede incompatibilità tra i due ruoli, nella scorsa consiliatura in Campidoglio, quella a guida M5s, sia Stefano Fassina sia Giorgia Meloni, rivestivano contemporaneamente l’incarico di parlamentare e consigliere. Chiaramente si opta per uno solo dei due emolumenti. I consiglieri di FdI appaiono orientati a rimanere in Campidoglio fino all’insediamento del nuovo Parlamento, anche per completare alcuni atti ancora in sospeso, per poi procedere con la surroga del loro mandato in Comune. Gli altri decideranno nei prossimi giorni. 

IL VOTO PER LE LISTE

L’analisi del voto in città, invece, rileva una sostanziale continuità con le ultime tornate cittadine. Poco meno di un anno fa Gualtieri si è imposto con una coalizione ampia sul centrodestra, che aveva pagato sia la scelta della ‘meteora’ Enrico Michetti come candidato sia le divisioni interne nella coalizione. Il Pd resta primo partito in centro storico, come accade ormai da decenni, nel feudo della Ztl, mentre vede erodere i suoi consensi nelle periferie. Nonostante il vento nazionale negativo, a Roma i dem e la coalizione sono 5 punti sopra le comunali dello scorso anno. Fratelli d’Italia fa il pieno di voti nella città natale della Meloni, dove ha costruito gli esordi della sua carriera politica, prima come militante e poi di leader di partito. Fa riflettere il risultato sull’affluenza. I dati più bassi sulla partecipazione vengono dai quadranti cittadini più disagiati, nei Municipi VI e X, quelli di Tor Bella Monaca ed Ostia. Nel primo l’affluenza si e’ fermata al 56%, nell’altro al 61%. Quasi un elettore su due e’ rimasto a casa nei quartieri con maggiori problemi di disoccupazione, marginalità sociale e penetrazione della criminalità.

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